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La centrale di Enfretors

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La centrale di Enfretors

Entrata in servizio nel 1933 e acquisita definitivamente nel 1959, quella di Enfretors è la centrale della Cooperativa che ha determinato l’affermazione della SECAB quale produttore e fornitore indipendente di energia elettrica. Con il solo impianto del Fontanone infatti la Cooperativa non riusciva a soddisfare le richieste di energia del territorio servito e di necessità distribuiva elettricità ottenuta da forniture esterne.
Oggi, con una produzione media annua di oltre 12.000 MWh, la centrale di Enfretors concorre per il 25% al totale della produzione.
 

IMPIANTI


L’opera di presa della centrale di Enfretors è situata a valle del ponte di Cleulis. Il bacino sotteso comprende i contributi dei ruscelli Velacoz, Aracli e Moscardo, per una superficie complessiva di 53 km2 che consente di derivare una portata di concessione di 1,550 m3/s.
La condotta di adduzione costeggia l’alveo del torrente Bût lungo le pendici del monte Tenchia per raggiungere la centrale in località Enfretors, nel comune di Paluzza. Il primo tratto è realizzato con una tubazione in acciaio che garantisce la sicurezza e la solidità dell’opera su un pendio soggetto a erosione e fenomeni di smottamento. Il tratto successivo, costituito da una condotta ovoidale in calcestruzzo di 1854 m, arriva alla vasca di carico posta a 800 m s.l.m., per una lunghezza complessiva di 2820 m.
La condotta forzata, di circa 300 m, è realizzata con tubi in acciaio del diametro di 1000 mm; si diparte dalla vasca di carico e raggiunge la centrale con un salto geodetico di 154 m.
L’edificio centrale ospita 3 turbine di tipo Pelton. Di queste le due più datate costituiscono oggi l’impianto d’emergenza della centrale, e intervengono in caso di fuori servizio della turbina principale, assicurando la turbinazione di 1.000 l/s.
L’impianto principale, con portata massima di 1550 l/s, è costituito da una turbina Pelton cui è accoppiato un gruppo generatore sincrono della potenza di 2870 kWA che garantisce una potenza di 2.583 kW.
 

Interventi di aggiornamento


La centrale di Enfretors è stata interessata negli anni da interventi di aggiornamento che hanno interessato la parte elettromeccanica e recentemente l’istallazione di apparecchiature per la telegestione con collegamento in fibra ottica con il centro di controllo presso la sede sociale.
Recentemente è stata anche messa in sicurezza la condotta di adduzione con la realizzazione di un percorso protetto per gli interventi di manutenzione e controllo.
 

Il riscatto di Enfretors


La realizzazione e lo sfruttamento dell’impianto di Enfretors - entrato in servizio il 1° agosto 1933, in un contesto di forte crisi economica per il Paese e in particolar modo per la SECAB - hanno segnato oltre 25 anni di storia della Cooperativa.
’impossibilità di sostenere i costi per la costruzione della centrale costrinse la SECAB, che deteneva la titolarità della concessione di captazione dal torrente Bût, ad una convenzione con la ditta Fratelli Nigris di Ampezzo, che programmava la fornitura di energia alla cartiera di Tolmezzo: la Fratelli Nigris si fece carico delle spese di realizzazione dell’impianto acquisendo il diritto di esercizio, mentre alla SECAB spettava una parte della produzione, pari a 600 cavalli.
Il contratto tra le parti prevedeva, oltre alla quota di energia e all’esclusiva per le zone già servite, la possibilità per la Cooperativa di riscattare l’intero esercizio della centrale con tutti gli impianti (tra cui la linea elettrica ad alta tensione da 22.000 Volt da Enfretors a Tolmezzo) alla scadenza del dodicesimo anno dalla stipula del contratto.
Il diritto fu esercitato con un complicato iter legale che si concluse a favore della SECAB nel dicembre 1958. L’impianto fu valutato 110.000.000 di lire: per far fronte a questo impegno economico ed ottenere i finanziamenti dalle banche fu aperta una sottoscrizione di nuove quote; gli amministratori dovettero inoltre prestare garanzie personali.